"Sua figlia ha fatto un incidente", ma era una truffa

“Siamo i Carabinieri, sua figlia ha fatto un incidente e ci servono i soldi per liberarla”. Sono le parole pronunciate da un uomo che giovedì pomeriggio, spacciandosi per rappresentante dell'Arma, ha cercato di raggirare una anziana. Ma i veri Carabinieri lo hanno arrestato 

Le manette sono scattate ai polsi di  K.M.,  30enne dell’est Europa, responsabile di truffa aggravata commessa nei confronti di una anziana brugherese. Che, giovedì pomeriggio, è stato contattato sul telefono di casa da un sedicente carabiniere che le aveva richiesto una cospicua somma di denaro o di altri beni, per rilasciare la figlia trattenuta in caserma poiché responsabile di un sinistro stradale mortale. E per avvalorare quanto prospettatole, il finto carabiniere ha passato  il telefono a una complice che nella concitazione del momento era riuscita a spacciarsi per la figlia, implorando alla madre di ottemperare alla richiesta. La povera anziana, spaventata e disorientata, accettava così  di consegnare ben 50mila euro ad un altro complice,  un presunto notaio che si sarebbe presentato alla sua porta.  Ma il “notaio” non aveva considerato la possibilità di essere smascherato durante la sua azione criminosa. I carabinieri di Brugherio prontamente intervenuti dopo che l'anziana aveva capito di essere stata truffata riuscivano a raccogliere la descrizione sommaria del finto notaio: colore capelli e dei vestiti, altezza. Ed è proprio grazie a questi elementi che si è riusciti ad interrompere il delitto. Infatti, simultaneamente, un privato cittadino, che si trovava in un bar lì vicino, ha segnalato ai Carabinieri la presenza di un soggetto sconosciuto e apparentemente “strano” nei modi, con una busta di plastica. La descrizione era combaciante. L'intervento dei militari brugheresi ha permesso di individuare il soggetto che nel frattempo, visto l’arrivo dei militari, si era nascosto nel bagno del bar cercando inutilmente e in modo approssimativo di nascondere la refurtiva.

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Bloccato e recuperata la refurtiva (dal valore di circa 50.000 euro) si è proceduti alla riconsegna dei monili e degli orologi poco prima asportati con immensa gioia dell’intera famiglia della vittima.
Dalle testimonianze raccolte dalle vittime di truffe nel corso del tempo, si comprende che le modalità più ricorrenti con cui i ladri cercano di entrare nelle case, consistono nel qualificarsi come tecnico addetto al controllo dell'acqua o della corrente elettrica, incaricato di ispezionare l'impianto domestico. In qualche caso il truffatore si spaccia per un poliziotto/carabiniere in borghese o con elementi richiamanti le uniformi o addirittura suona al campanello dicendo di essere un sacerdote venuto per benedire l’abitazione. Anche le società che erogano servizi e gli operatori presenti sul libero mercato, che si avvalgono della collaborazione di agenti "porta a porta", confermano che il personale deve essere munito di tesserino di riconoscimento e in nessun caso è autorizzato a riscuotere o restituire somme di denaro a domicilio. Per questo i Carabinieri del Comando Provinciale di Monza Brianza invitano  i cittadini di diffidare da telefonate sospette e a contattare immediatamente le forze dell’Ordine al N.U.E. 112, comunicando l’accaduto. Proprio perché vengono utilizzate dai truffatori molteplici tecniche, un utile consiglio è quello di non credere MAI a chi, a qualunque titolo, richieda per telefono denaro per risolvere i problemi di un proprio congiunto.

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L’impegno dell’Arma ha visto l’adozione di diverse e costanti iniziative al riguardo come conferenze finalizzate alla diffusione delle tecniche adottate da truffatori o la stampa di adesivi “NON MI FIDO – NON TI APRO”.
Per limitare i casi è in effetti opportuno seguire queste buone prassi:
1.          non aprire mai la porta a sconosciuti o sedicenti funzionari pubblici;
2.          non rispondere ad email o telefonate che richiedono dati sensibili, password (codici) o dati bancari;
3.          non fare confidenze al telefono a persone sconosciute;
4.          non cedere mai denaro a chi si spaccia carabiniere/poliziotto. Loro non lo richiedono MAI;
5.          limitare al minimo l’uso di contanti;
6.      non aprire la porta agli sconosciuti, specialmente se si è soli in casa: meglio ricorrere all’assistenza di un familiare, se possibile, e non far aprire la porta di ai bambini.
Infine, e in ogni caso, non esitare mai a contattare il 112,Numero Unico di Emergenza, operativo tutti i giorni H24.
Per ulteriori, utili informazioni, è possibile visitare la pagina web dei Carabinieri http://www.carabinieri.it/cittadino/dossier/truffe-agli-anziani .

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