Niente sconti per gli assassini del dirigente del Brugherio

Ergastolo era ed ergastolo è rimasto.

La Corte d'Appello di Milano ha confermato la condanna a carico di Raffaele Rullo e della madre Antonietta Biancaniello, ritenuti colpevoli dell'assassinio di Andrea La Rosa, ex giocatore e direttore sportivo del Brugherio, consumatosi nel novembre di tre anni fa a Milano. A nulla sono valsi i tentativi della donna di assumersi tutte le responsabilità dell'omicidio e le parole del figlio di essere sì un truffatore, ma non un assassino: i giudici della Corte d'Appello di Milano hanno confermato l'ergastolo per entrambi per omicidio aggravato da premeditazione, occultamento  e soppressione di cadavere, disponendo anche l'isolamento diurno di sei mesi per Raffaele Rullo (misura suppletiva richiesta dal pubblico ministero Maura Ripamonti). 

L'omicidio era avvenuto nel novembre del 2017 per questioni di natura economica: madre e figlio, infatti, erano debitori di La Rosa che all'epoca era dirigente del Brugherio. Secondo la ricostruzione degli inquirenti con una scusa era stato attirato nella casa di Rullo, a Milano,  e qui narcotizzato. Poi era stato portato in cantina dove il corpo era stato infilato in un bidone. La scoperta era avvenuta il 14 dicembre 2017 dopo quando l'auto guidata da Antonietta Biancaniello (su cui si erano concentrate le attenzioni dell'Arma) era stata fermata lungo la Milano-Meda e nel portabagaglio era presente il bidone con il cadavere: probabilmente la donna era diretta a Seveso, dove in un box erano stati stoccati 24 bidoni di acido muriatico per distruggere il cadavere.

Nel corso del processo la donna ha sempre detto di aver fatto tutto da sola e di aver ucciso La Rosa con una coltellata al culmine di un litigio, buttandolo poi nel bidone dove era presenta dell'acido.

Una versione cui i giudici non hanno mai dato credito.

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